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Le Ricerche sulla Spiritualita' in Naturopatia

Negli ultimi decenni del XX secolo abbiamo assistito ad un’ enorme bisogno di recupero del rapporto con il divino che ha alimentato è reso attuali perfino le piu’ antiche ed estranee pratiche religiose e filosofiche rispetto alla nostra cultura. Si potrebbe non essere molto d’accordo nell’ omologare tutti i popoli dell’ occidente in una sola cultura come si tende a fare, contrapponendola a quella dell’ oriente. Infatti, per quanto è vero che tutto l’ occidente è variamente cristiano e quindi potrebbe recuperare le sue radici religiose senza scomodare  spiritualita’ dell’ altro emisfero orientale, tuttavia siccome è stata proprio questa la richiesta sul “mercato” delle religioni, dobbiamo ora interrogarci su piu’ aspetti della questione, perche’ il fenomeno dell’ orientalismo ha investito in pieno come vedremo anche la Naturopatia.
Come abbiamo detto esiste in occidente, mai come adesso, un grosso bisogno di spiritualita’, alimentato (suo malgrado) da quello che ora si puo’ identificare come l’ unica, vera e certa cornice unificante di questa parte dell’ umanita’ che è l’ ideologia capitalista. E’ innegabile che con questa ideologia si è voluto perseguire un’ idea di progresso contraddistinta e motivata dalla ricerca della felicita’ o del benessere ricercandola nel successo economico e materiale, spendibile nell’ immediato quì e ora terreno. Il guaio è che, oltre ad un’ indubbia diffusione di migliori condizioni di vita e più omogenee distribuzioni di beni e servizi alla persona, come non si era mai visto nei secoli passati, il capitalismo ha generato una perversa corsa ad alimentare senza sosta sè stesso e non più il benessere delle persone, le quali ne sono divenute inconsapevoli schiave. La necessità a questo punto di alimentare la macchina capitalistica si fonda totalmente sull’ incessante competitizione fra le singole economie nazionali a produrre prodotti sempre più nuovi che devono essere assolutamente venduti, e con il profitto ricavato incrementare senza fine il meccanismo, bruciando senza sosta limiti e risorse. L’ essere umano occidentale potrebbe ora vivere sicuramente con meno di quello che il mercato gli propone, ma se si accontentasse di ciò fermerebbe la corsa del cosiddetto progresso, e perciò con il consumismo è costretto a credere che i bisogni dell’ economia siano i suoi unici bisogni personali ( e a ricordarcelo ci pensa la pubblicità),  e con l’ egoismo individualista è costretto a dar sfogo al suo imposto impulso all’ accumulazione di beni materiali che lo dovrebbero far sentire appagato e che scambia per libertà. Ma il prezzo pagato alla società dell’ economia con il consumismo e l’ individualismo non è solo la perdita della libertà dall’ attaccamento e dall’ ignoranza (nel senso di smarrimento della consapevolezza), ma al dunque perdita della stessa identità umana che è fatta anche di anima, cui non si può rinunciare neanche se lo volessimo, perche’ la dimensione spirituale è una insopprimibile componente strutturale di ogni singola creatura come lo è per la Natura stessa.
A meno di non  volerci trasformare in androidi, il perseguire questo tipo di ideologia è volto proprio a scardinare uno dei  cardini della filosofia della Naturopatia, quello che vede nella coscienza del limite una qualita’ della saggezza umana. La vera ricchezza infatti è la liberazione dal falso , dal superfluo: dal non essenz-iale che ci distoglie e ci fa perdere tempo prezioso e vita al conseguimento del nostro vero scopo che chiamiamo destino naturale. Destino che si rivela solo trascendendo il non essenziale e dando spazio trascendentale all’ essenziale che nell’ universo è presente come essenza divina o appunto spirituale. L’ egoismo e l’ avidita’ volute da un Io pervaso di delirio onnipotente altro non hanno creato in quei popoli che l’ hanno perseguito illusioni e miserie e malattie come sintomi di una pericolosa involuzione psicologica ( non è un caso che la psicoanalisi e la Naturopatia siano nate nella Germania che tanti dolori procurò e provò essa stessa). Per curare poi questi profondi mali non basta più poi ricercare il proprio vero destino o vocazione, alleviando l’ angoscia esistenziale e la depressione con la psicologia, serve allora un disperato appello al Dio che nella sua infinita misericordia ci perdoni, ci guidi e ci salvi.
Volgerci ad un orizzonte spirituale è anche un modo per sottrarci alla cultura della paura e della terapia, come teorizzato da F. Furedi, [1]in cui si è cacciata la società attuale con il suo angoscioso sospetto aleggiante nell’ aria, come una minacciosa spada di Damocle, tale che ogni male, anche il semplice disagio esistenziale, con la sua funzione per una sana evoluzione, è per forza patologia. In una cultura positivista che si fonda sul perfezionismo a ciò che è patologico necessariamente deve corrispondere prontamente la terapia dello specialista, del terapeuta che ci guarisce. La cultura della patologia è l’ ultima forma attiva di ideologia del dominio: “Sei malato! Ti curo e ti controllo”.
    Proprio per questa ragione, è oggi molto difficile per il naturopata parlare di una attività rivolta a persone portatrici di problemi esistenziali senza ritrovarsi ad avere a che fare, quasi fosse un ingombrante convitato di pietra, con la psicopatologia, se appunto ogni qual volta si stia male, ipso facto si sia malati. C’è da aggiungere che oggi ormai la dimensione psicologica legata all’ emozionalità dell’ individualità soprassiede a tutte le altre realtà: problemi che una volta erano considerati culturali, religiosi, economici e educativi sono oggi ritenuti psicologici. Giustamente Furedi afferma che:
    “Le esperienze dolorose erano interpretate come parte di un sistema di significati delle comunità piuttosto che come sintomo di un problema emozionale individuale. Il venir meno di quel sistema di valori e del legame sociale che rendeva coesa una comunità, da un lato ha fatto perdere il senso delle esperienze di dolore e perciò la capacità di affrontarle, dall’ altro ha reso più difficile per gli individui definire una propria identità; conseguentemente, sempre più persone si identificano attraverso le proprie dipendenze, sindromi e malattie fisiche. Quest’ ultimo fatto spiega perché si assista a quel paradossale fenomeno mediatico di ostentazione delle proprie fragilità, particolarmente vistoso in alcune trasmissioni televisive: mostrare ogni personale “patologia” è diventata una virtù pubblica che ha sostituito antiche qualità come l’ autocontrollo, l’ intelligenza, l’ autonomia morale, la maturità, la responsabilità.” [2]
Oggi che viviamo nell’ era innaturale della cultura virtuale mediatica dove l’ identità degli individui non sono lasciate al caso o alla libera scelta, ma anzi vengono subliminalmente finalizzate, manipolate e pre-confezionate, quanta angoscia e depressione quindi può dare l’ esser naturalmente sani o lo star bene, se un tempo questo significava esser creativamente liberi di esprimere la nostra originalità 
Non so più chi sono, all’ alienazione preferisco una bella diagnosi e una terapia interminabile, abdicando prenditi cura di me. Che tu sia medico o papa dimmi tu  come devo vivere. 
o dunque l’ esplosione della domanda del sacro cui abbiamo assistito in questi anni, che ha debordato tracimando su filosofie esistenzialiste, coniugando zen e San Francesco,  Buddha e Padre Pio e quant’altro compreso nel calderone sincretistico della New Age.
Questa società ancora chiede disperata alla medicina ufficiale  di rimettere in sesto velocemente corpi malati dallo stress e dall’ inquinamento per rimettere nel circolo economico preziosi produttori  e consumatori. Alla psicologia viene chiesto di rianimare menti devastate dal non-senso esistenziale, perché non ricadano con i loro comportamenti deviati come pubblico fallimento del sogno di una societa’ candida come quella di un certo famoso “mulino bianco”.
 Affinche’ questa domanda di spiritualita’ non sia una pura espressione di una regressione proiettiva su figure divine antropomorfiche, come lo sono state quelle delle religioni monoteiste del passato e che per questo sono condannate alla decadenza, la Naturopatia prova ad offrire puntuale il suo modello di spiritualita’ piu’ attuale e moderno e che è stato frutto delle riflessioni e delle esperienze di nostri maestri quali Steiner, Bach, Gurdijef e il grande Groddeck.
    Abbiamo visto che imperterrita e solitaria per tutto l’ ottocento romantico la Naturopatia si ostinava a rappresentare l’ essere umano non come un corpo, ne come un sistema psichico, ma come un sistema integrato tridimensionale corpo-mente-spirito, legge che tuttora è il nostro cardine.   Tuttavia  è sempre stato assodato, visto che lo si è sempre dato per scontato, che le tre dimensioni fossero tre facce della stessa medaglia, ossia che l’ energia che anima l’ universo e anima le creature nella natura, si trasformasse in tre forme funzionali autoalimentando un triangolo dinamico. Il triangolo è rappresentabile con l’ archetipo della sacra unita’ trina, come la conosciamo nella religione cristiana, ma anche nella cultura taoista che vede l’ uomo-creatura  al centro tra la madre terra: l’ energia materiale yin e il padre cielo: l’ energia spirituale yang.
Questo lo diamo come un dato scontato perche’ da sempre è esperienzalmente inoppugnabile: le creature nascendo vanno in alto, invecchiando e morendo volgono al basso, seguendo un destino energetico indubbiamente fisso. Mai nessuno pero’ aveva scandagliato le caratteristiche dei tre livelli energetici nelle loro sinapsi di collegamento e trasformazione, ai fini della diagnosi delle malattie, coinvolgendo il livello spirituale. Quest’ ultimo era stato ipotizzato sconfinando con il pensiero nel trascendentale e quindi è stato monopolizzato dalle religioni. In realta’ all’ inizio del novecento proprio Groddeck irrompe con una grande rivoluzione nel panorama della Naturopatia, purtroppo passata poi in ombra anzi sottrattaci dall’ allora nascente psicoanalisi. A Groddeck va  il merito di aver tolto un pesante velo su cio’ che è il livello corporeo, sulla sua energia fondamentale: l’ energia sessuale. Egli denudo’ il corpo da tutte le ipocrite sovrastrutture in cui la sua societa’ puritana l’ aveva costretto e castrato, scoperchiando un mondo di energie di cui si era sempre taciuto, facendone del corpo la casa della vergogna e proiettando sugli altri due livelli un eccesso di idealizzazione con conseguente squilibrio del sistema stesso. L’ essere umano, represso il livello corporeo nella sua qualita’ sessuale, a finito per rigonfiare il livello mentale identificandosi con un Io potenzialmente onnipotente tanto da illudersi con un certo positivismo prossimo alle vicinanze di Dio, compiendo una abnorme proiezione, e alterando quello che è l’ umanamente spirituale: ossia l’ estatica comunione d’amore con l’ universo, all’ interno dell’ universo. Come spieghera’ il personaggio dello Scrutatore d’ anime e l’ autore stesso nelle lettere del Libro dell’ Es ,   Groddeck cerchera’ di far voltare lo sguardo all’ uomo della sua epoca facendogli prendere coscienza dell’ enorme rimozione che ha fatto subire al corpo disconoscendo l’ importanza della sessualita’ nelle sue forme di Eros e Thanatos. E avendo reso tale uomo la forma corporea in forma morbosa, Groddeck compira’ l’ operazione inversa, ridonando la consapevolezza delle dinamiche della sessualita’, svelando tabu’ quali il rapporto edipico, la relazione madre-figlio e la masturbazione. A tal fine l’ uomo smettera’ di scrutare morbosamente il piccolo mondo dei suoi genitali e scrutera’ invece l’ immensita’ dell’ anima stessa, che egli identifica con la gioia e l’ amore della e nella Natura. Ed è per questo che Groddeck fa compiere alla Naturopatia la piu’ grande delle rivoluzioni dopo millenni di staticita’.
 Ad un suo lettore che lo criticava per l’ eccessivo e pornografico peso che lui e poi Freud stesso con la psicoanalisi davano alla sessualita’, Groddeck ne Lo Scrutatore d’ anime  afferma che:
    “…..l’ odio contro la psicoanalisi e contro Freud, e forse anche contro di me e miei libri, non si basa sul fatto che noi introduciamo ovunque la sessualita’ nella nostra concezione del mondo – poiché noi non siamo come l’ uomo che sta seduto sul mondo perché esso non lo disturbi mentre è intento alla contemplazione delle bellezze femminili -, ma deriva piuttosto dal fatto che noi disturbiamo costoro che voltano le spalle al mondo per contemplare i genitali, e di questi ce ne sono milioni, li disturbiamo nel piacere segreto della loro lasciva abitudine di isolare tutto cio’ che è sessuale dal resto del mondo, per guardarlo con la lente d’ ingrandimento. [3]Che noi smascheriamo l’ uomo del secolo diciannovesimo e affidiamo all’ ilarita’ delle generazioni future la sua sciocca impresa, è questo che non ci viene perdonato. E percio’ non ci resta altro da fare che consegnare anche noi stessi all’ irrisione dei nostri contemporanei. L’ insegnamento di Freud non ha nulla a che vedere con cio’ che si usa chiamare erotismo, e altrettanto poco noi,……Non è stato Freud a mettere l’ uomo con il di dietro voltato al mondo, sedeva gia’ cosi’ prima che Freud venisse al mondo; non è stato Freud che ha messo in mano all’ uomo la figurina e la lente d’ ingrandimento, egli gliela toglie da affettuoso maestro e con mano gentile lo volge a guardare il mondo: guarda, vedi come è grande la terra e come è piccola quella cosina che ti appare tanto importante; guardati intorno, quel po’ di gioia che la sessualita’ ti da’, la puoi trovare dappertutto. Il mondo ne è intriso. Non so se il mio avversario si sia vergognato : non gliel’ ho chiesto.” [4]
Il corpo, come il mondo, è intriso d’ energia sessuale: è la sua energia, che nella visione di Groddeck alimenta il livello mentale, come si configura nel secondo schema  che qui viene proposto. Nel mentale l’ energia si trasforma nella creazione di rappresentazioni simboliche: gli archetipi. L’ uomo è la creatura piu’ disposta a vedere la realta’ del mondo come una rappresentazione di simboli, per il quale il sole, ad esempio che illuminando il mondo, alimenta con la sua chiarezza, diviene il Padre che indica la direzione dell’ azione. Energia che nello spirituale, nel sacro, abbandonate le guide simboliche, si trasforma, si riduce all’ essenza percepibile nel trasporto dell’ estasi e dell’ amore profondo per la natura e della natura per noi, nelle esperienze di totale comunione. Come afferma U. Galimberti, la creativita’ viene dal sacro: il mondo delle Idee, e da questo livello, se non incontra blocchi delle forme energetiche, si struttura simbolicamente nel successivo livello mentale per esplicitarsi nel terzo livello corporeo-materiale.
Sostanzialmente, lo schema del sistema integrato delle creature cui fa riferimento la Naturopatia rimase inalterato fino alla fine dell’ ottocento, con l’ avvento di Groddeck esso subisce il potente influsso delle idee fatte proprie dell’ allora nascente psicoanalisi. Fino ad allora l’ idea che vede l’ energia intersecante i tre livelli, come mostra il primo schema di seguito rappresentato, era frutto di indagini filosofiche: per l’ eredita’ platonica, e religiose per l’ esperienza dei monaci medioevali che ce le tramandarono fino a quella fusione delle due discipline che fu la teosofia di Stainer, avvenuta all’ inizio del novecento. Come possiamo vedere dal primo schema l’ energia è dal lato filosofico l’ anima mundi o energia vitale, dal lato religioso è la virtu’ cristiana che nobilitando l’ individuo lo innalza fino a scorgere l’ energia celeste o divina che discende come grazia.
L’ avvento della psicoanalisi vede la sovrapposizione ai tre livelli di diverse dimensioni psichiche, laddove per esempio abbiamo visto che al corporeo spetta l’ energia sessuale, al mentale, come luogo dell’ Io, quella della simbolizzazione e allo spirituale, luogo dell’ indefinibile Es, quella della comunione estatica d’amore. Anche queste nuove energie circolarmente attraversano i livelli, portando in basso dal sacro luogo delle idee, quelle energie che forma-lizzate in simbologie archetipiche attraverso la sessualita’ rendono possibile la produzione creativa idealizzata e dunque oggettualizzata. In tutti e due i sistemi è evidente l’ importanza della dimensione intermedia del mentale come luogo della coscienza e dell’ Io, come cerniera fra il corpo e l’ anima, fra cielo e terra.
Va da se’ che un blocco energetico nel corpo puo’ essere a questo punto un blocco sessuale, che va a riflettersi in un alterazione energetica del mentale con alterate produzioni simboliche. Ma il blocco energetico corporeo sessuale puo’ esser stato originato da una disfunzione spirituale e non solo da una disfunzione psicologica. Il simbolo dell’ insetto, non gia’ l’ insetto per sé, diventa l’ oscuro persecutore dei celati desideri sessuali, che impedisce il salutare e vitale senso d’ amore e comunione con il prossimo. La consapevolezza del destino ed esso stesso ne vengono alterati e il senso di nullita’ o di persecuzione da parte di una natura vista come costante minaccia alimenta quella sessualita’ negativa che si esprime con la repressione e l’ aggressività e l’ istinto di morte: thanatos. È l’ equilibrio stesso delle energie a saltare: è il disequilibrio che si esprime nelle malattie   non é solo psico-somatico, ma spirito-soma-psichico.
 

STRUTTURA SISTEMA INTEGRATO
antecedente l’ approccio filosofico e religioso 


STRUTTURA SISTEMA INTEGRATO 
con approccio psicologico.